Albinoleffe – 2-0: La squadra di conferma l’ottimo stato di forma battendo anche la Reggina e portando a tre i successi consecutivi, mentre gli amaranto possono solo confermare di essere la delusione di questo campionato cadetto, forse a causa di una sbagliata mentalità acquisita fin da inizio stagione. Partita non bella, che la Reggina getta al vento sbagliando un calcio di rigore, dopo il quale il controllo del match è tutto dell’. Dopo appena 45 secondi assegna un rigore magnanimo alla Reggina per il contatto tra e , dal dischetto il centravanti amaranto però sbaglia, facendosi respingere il tiro da , non riuscendo neppure a giungere sulla palla per la ribattuta. Al 12’ tenta il destro dalla distanza, che Pellizoli respinge in angolo in bello stile. Al 25’ l’Albinoleffe mette la testa fuori con una bella azione corale, che si conclude con il tiro di dal limite dell’area sulla sponda di , riesce a respingere, ma sulla ribattuta è il più veloce di tutti e insacca l’1-0. Il primo tempo si conclude senza altre emozioni, ma la ripresa avvia con il dominio azzurro, che si concretizza al 9’ ancora con un’azione corale a tutto campo: cross dalla destra di sul secondo palo, contro cross di dalla sinistra, Ruopolo in mezzo devia in porta, Marino respinge, ma come in occasione del primo gol, nessun difensore della Reggina difende la palla e il centravanti dei lombardi può ribadire in rete per la seconda volta. La squadra di prova a rialzare la testa al 25’, con un colpo di testa di , pescato in area da un cross dalla sinistra del neo entrato Barillà, che finisce di poco a lato. Al 35’ Ruopolo lavora bene su un pallone al limite dell’area, allargandosi sulla sinistra e portando via un difensore dal centro, nello spazio vuoto si inserisce Cellini, che controlla bene l’assist ma poi calcia male praticamente davanti al portiere, spedendo il pallone in curva.
– 3-1: Tra le squadre che si stanno confermando e stanno risalendo la china c’è sicuramente anche l’Ascoli, che doveva verificare che la goleada contro il non fosse stata un caso e l’ha fatto, mettendo sotto un Crotone che ultimamente ha dimostrato di essere un po’ in affanno. La partita non si sblocca per i primi 40 minuti e in pratica non ci sono azioni pericolose da entrambe le parti, al 41’ la difesa dell’Ascoli si fa cogliere impreparata su un pallone lungo, che è libero di controllare e girare in porta, ma l’ottimo riflesso di , che para in due tempi, salva i marchigiani. Al terzo minuto di recupero un ottimo schema su calcio di punizione dei bianconeri libera davanti alla porta, che colpisce in spaccata e manda il pallone di poco a lato. Nella ripresa la partita si sblocca subito, dopo 20 secondi lancia a rete , che penetra in area dalla destra, i difensori del Crotone possono solo rincorrerlo perché è troppo veloce, esce, ma viene freddato con un rasoterra sul palo lontano. Al 14’ Sommese verticalizza in raso terra per dalla stessa posizione del primo gol, l’attaccante dell’Ascoli, come in precedenza il suo collega, non ha problemi davanti al portiere e lo scavalca con un pallonetto che finisce in rete per il 2-0. I bianconeri dominano e hanno la partita in pugno, al 25’ la chiudono definitivamente: l’immenso Sommese fluidifica sulla destra e raggiunge il fondo, effettua un cross rasoterra sul quale va a vuoto, Bernacci invece tocca all’indietro per Antenucci, che arriva in corsa, prende la mira e batte per la terza volta Farelli con un tiro a dire il vero non irresistibile, ma sul quale il portiere pasticcia. Anche sul 3-0 fa tutto l’Ascoli, infatti al 28’ regala un rigore al Crotone con un fallo da dietro in area su , è perfetto dal dischetto e segna il gol della bandiera, dopo il quale la partita non ha più nulla da dire, eccetto l’espulsione per proteste di all’ultimo minuto.
– 3-2: Terza vittoria di fila per le rondinelle e settima sconfitta in otto gare per i veneti sono l’emblema di due squadre dai momenti di forma completamente opposti, ma l’incontro, come si intuisce dal punteggio, non è stato a senso unico. Il Brescia parte forte e al 19’ concretizza la superiorità andando in gol: discesa sulla destra di e cross perfetto sulla testa di , che tutto solo incrocia sul palo lontano e batte . Il Padova è quasi del tutto inoffensivo nel primo tempo, la prima occasione è al 33’ con , che raccoglie un regalo della difesa del Brescia calcia di prima ma trova solo l’esterno della rete. Un minuto più tardi inventa per che parte in posizione regolare beffando la difesa alta del Padova, l’Airone avanza verso la porta ma la sua conclusione è respinta dall’ottimo Agliardi. Al 43’ il Padova attacca ancora con un cross dalla destra di sul quale Cani anticipa , ma ancora una volta sbaglia la mira. Nel secondo tempo la partita si infiamma, dopo 6 minuti manda in porta Caracciolo, interviene in scivolata per deviare la sua conclusione a rete, ma invece beffa il suo portiere, scavalcato dalla traiettoria che finisce in rete. Nemmeno un minuto dopo c’è la risposta del Padova, lancia il pallone in area da 40 metri, Cani fa sponda al limite dell’area e Jiday colpisce con un destro velenoso che si insacca a fil di palo alla destra di Arcari. La resistenza veneta però dura troppo poco e all’11’ Possanzini è lanciato a rete tra le ampie maglie difensive padovane e agilmente riesce a scavalcare Agliardi e a firmare il gol che sembra chiudere la partita. Al 13’ Di Nardo pennella in area dalla destra, intorno al pallone si accende una mischia rugbistica dalla quale esce vincitore , che tocca per ultimo e trova il gol che tiene i giochi aperti fino alla fine, ma invece la partita non ha altro da dire, succede tutto in un quarto d’ora scarso.
– 3-0: Il Cesena cancella lo scivolone di e, approfittando del rallentamento di e , si riporta a ridosso della testa della classifica, il Piacenza, al contrario, si dimentica della buona prestazione di martedì contro il e sparisce quasi dal campo per tutto il match. Il Cesena è pericoloso già in avvio, dopo un minuto verticalizza sulla fascia per che semina il panico e pennella in mezzo per , che si avvita ma manda sopra la traversa. All’11’ il pericolo arriva dalla parte opposta con , che mette in mezzo per Bucchi, il quale tocca all’indietro per Do Prado, che libera il sinistro, sul quale però è attento. Al 25’ su un cross dalla sinistra di Giaccherini, stacca di testa e scavalca Puggioni, uscito male, ma salva sulla linea mandando in corner. Il primo acuto del Piacenza è al 31’ con un colpo di testa in mischia di su un calcio d’angolo dalla destra, però fa buona guardia. Al 34’ tocca in verticale per Bucchi in area di rigore, il quale viene spinto da : l’arbitro fischia il fallo e assegna il rigore. Dal dischetto Do Prado è perfetto, insaccando il pallone dalla parte opposta al tuffo del portiere. Nella ripresa la partita continua a svolgersi nella tre-quarti di campo del e al 15’ arriva il 2-0: Bucchi lavora benissimo sulla fascia sinistra e crossa in mezzo, sul pallone arriva Parolo che si coordina e calcia al volo di sinistro, Puggioni non può nulla sul suo splendido tiro. Al 29’ Schelotto dribbla come birilli i difensori sulla fascia destra e mette in mezzo per Parolo che, indisturbato, devia sul secondo palo e firma la sua prima doppietta in Serie B. Al 43’ il canto del cigno del Piacenza: difende benissimo un pallone sul lato destro dell’area di rigore e calcia forte in porta, ma Antonioli devia in angolo con i pugni.
– 2-0: Un Torino sempre più nel caos rilancia la corsa salvezza del Cittadella e vede allontanarsi sempre di più il treno playoff, anche se il campionato è ancora lungo. La partita è subito divertente, il Torino infatti ha voglia di reagire ai problemi che hanno tartassato la squadra nell’ultima settimana e parte attaccando: al 4’ è lanciato a rete sulla sinistra, la sua conclusione di mancino impegna che non riesce a bloccare e viene salvato dal rinvio della difesa. Al 15’ rientra dalla sinistra e, entrato in area di rigore, effettua un ottimo dribbling su e calcia deciso in porta, però è attento e respinge. Al 16’ c’è un calcio di punizione per il Torino da poco più di 20 metri sulla sinistra, colpisce in pieno il palo e sulla ribattuta è pronto che ribadisce in rete, sarebbe un gol importante, ma la posizione di Bianchi al momento del tocco di Gorobsov è irregolare. Al 20’ arriva il vantaggio del Cittadella su un capovolgimento di fronte: cambia gioco sulla sinistra a cercare , che in acrobazia serve in mezzo Ardemagni che da due passi non sbaglia e batte Sereni. Al 22’ Gorobsov ci riprova da calcio piazzato ma stavolta non inquadra la porta. Al 32’ il Cittadella chiude il conto: cross dalla destra di , Ardemagni viene anticipato, ma la respinta di Loria è corta e favorisce Pettinari, che si coordina con il destro e calcia a fil di palo per il 2-0. Nella ripresa il ci prova su palla inattiva, al 20’ Villanova anticipa in uscita alta , che stava per incornare sul cross dalla destra di . Sull’azione successiva, calcio d’angolo di e testa di Bianchi che centra in pieno il palo. Un minuto dopo calcia bene con il destro su punizione, ma Villanova compie un bell’intervento allungandosi e smanacciando in angolo. Il portiere del è attento anche su un calcio di punizione dai 30 metri di Leon al 45’, con il quale si conclude la partita, rabbia e sfortuna per il Toro, ne fa le spese , che dopo soli 40 giorni torna a casa, richiamato .
– 2-0: Il Mantova si sveglia in un freddo pomeriggio d’inverno e disputa la più bella gara della stagione, confermando ciò che di buono era emerso dagli ultimi incontri, il successo al mancava da 3 mesi e avviene contro una delle prime della classe, rilanciando il morale per la corsa salvezza. Il Mantova è subito propositivo e all’8’ sfiora il palo calciando forte una punizione dai 25 metri. Al 16’ scende sulla fascia sinistra e crossa in mezzo, incorna e manda alto, reclamando anche per delle spinte. Al 23’ pennella in mezzo per l’inserimento di , che colpisce di testa e sfiora il palo alla sinistra di . Al 29’ Locatelli mostra ancora la sua classe sulla destra, serie di finte e assist per , che colpisce in diagonale e va vicinissimo al palo. Al 43’ c’è l’unica occasione dell’Ancona del primo tempo, un destro di da fuori area deviato in calcio d’angolo da . Nella ripresa il Mantova adotta un assetto più offensivo e al 3’ passa in vantaggio legittimando il bel gioco espresso: da destra fa filtrare in verticale per Locatelli che da posizione defilata si inventa un gol magnifico infilando l’incrocio dei pali di esterno destro. Al 22’ azione da manuale del Mantova: colpo di tacco di Locatelli a servire Spinale sulla fascia destra, cross dal fondo e rovesciata di Nassi, ma Da Costa para in tutta sicurezza. Al 28’ ancora una spettacolare azione corale dei virgiliani: combinazione Caridi-Spinale-Nassi con quest’ultimo che segna da due passi, mettendo fine al suo digiuno di gol che dura da tre mesi. Al 33’ l’Ancona dà segni di vita: penetra in area con uno dei suoi soliti scatti palla al piede, ma stavolta non ha la freddezza per battere il portiere e la palla finisce fuori. Al 39’ Carrus impegna Da Costa su calcio di punizione, il destro del piccolo centrocampista è potente, ma la risposta dell’estremo difensore è altrettanto eccellente.
– 1-1: Un punto a testa e tutti contenti, approfittando dello stop dell’, Sassuolo e Lecce non si fanno male e non disputano nemmeno una bella partita, colpa anche del campo appesantito dalle nevicate dei giorni passati. Il Sassuolo mette subito in difficoltà il Lecce con un’avanzata sulla destra di al 2’ che crossa in area dove prima centra un difensore con il sinistro al volo, poi trova un reattivo che respinge in angolo. Al 5’ tenta la botta dalla lunga distanza, Petrachi sembra sulla traiettoria, ma la palla sfiora la traversa. Al 13’ da uno schema su calcio di punizione per il Lecce viene fuori un destro violento di dal limite dell’area che impegna e lo costringe alla parata in calcio s’angolo. Il primo tempo non esprime altre emozioni, così come i primi minuti della ripresa, che vedono le squadre studiarsi senza farsi del male, all’11’ si fa avanti il con un destro da fuori area di Vives, che però manda a lato. Al 13’ la difesa del Sassuolo respinge male un cross dalla sinistra, prova ad approfittarne ma è in posizione troppo defilata e il suo sinistro termina a lato. Al 25’ Baclet controlla un pallone al limite dell’area e lo smista a sinistra per , che arriva in corsa, controlla e calcia incrociando sul palo lontano, Bressan non può nulla ed è vantaggio ospite. La reazione del Sassuolo sembra quasi studiata, dopo 5 minuti ottima triangolazione tra Riccio e sul settore di sinistra, quest’ultimo si trova davanti a Petrachi e serve , che arriva come un rapace e insacca di giustezza. Non accade più nulla per il resto dell’incontro, finisce 1-1.
– 0-3: I 5 gol subiti martedì hanno dato la scossa al Frosinone, che si è immediatamente rialzato e ha conquistato tre punti su un campo difficile come quello di , gli alabardati, al contrario, non sono ancora rientrati dalle feste e subiscono la seconda sconfitta consecutiva di questo 2010. Parte bene la squadra di e al 15’ produce la prima azione pericolosa: cross dalla destra di , sponda di , rovesciata dal limite di , che sfiora il palo alla destra di . Triestina ancora pericolosa al 26’ grazie a una triangolazione sulla tre-quarti centrale tra e Della Rocca che termina con il sinistro di quest’ultimo che finisce non di molto a lato. I giuliani sembrano avere il controllo della partita ma non riescono a segnare, al 35’ libera il destro dai 25 metri, palla diretta all’incrocio, Sicignano vola e la intercetta, mandando in corner. Nella ripresa la Triestina paga l’inefficienza offensiva della prima frazione di gioco, che favorisce la riorganizzazione tattica del Frosinone. Al 5’ fa sponda per l’inserimento di sulla fascia sinistra, il quale salta due avversari e deposita in mezzo a favore di , che da due passi fa 1-0. All’8’ Sicignano va in difficoltà con un lancio di 30 metri su calcio di punizione, sulla respinta corta Della Rocca non riesce a ribadire in rete. Il Frosinone non perdona e colpisce in contropiede, al 10’ Santoruvo raccoglie palla sulla sinistra e avanza indisturbato, salta Sabato e dal limite dell’area si inventa una magia di destro a girare sul secondo palo imprendibile per , 2-0. Al 32’ i ciociari chiudono i conti con Cariello, che controlla sulla linea dei 20 metri e lascia partire un sinistro al tritolo che si insacca nell’angolino alto alla sinistra di Agazzi. La Triestina non risponde e al il Frosinone torna a vincere in trasferta dopo quasi 3 mesi.
– 0-0: Partita brutta, poche emozioni, nessun gol, pareggio giusto ma che serve a poco da entrambe le parti. Buon avvio della Salernitana, che sembra più intenzionata alla ricerca del gol, ma che non trova gli spazi giusti per colpire, complice anche una buona difesa da parte del Vicenza. I biancorossi si fanno avanti al 20’, dalla sinistra lancia in area , che di testa non inquadra la porta. Al 26’ Sgrigna lavora da solo sulla tre-quarti sinistra, salta un avversario, si accentra e dai 25 metri libera un destro insidioso, che neutralizza a terra. Al 32’ spizza di testa al limite dell’area per che si libera di un difensore con un sombrero, ma poi calcia in malo modo mandando a lato. Al 45’ c’è un’altra combinazione tra Caputo e Fava, con quest’ultimo che riesce a liberare il sinistro rasoterra, che respinge in calcio d’angolo. Un minuto dopo occasione d’oro per Bjelanovic, lanciato davanti al portiere, il suo controllo maldestro favorisce il recupero dei difensori che lo disturbano al momento del tiro, che finisce alto. Nella ripresa emerge il Vicenza, che al 7’ ci prova con un sinistro di dai 25 metri, traiettoria pericolosa, ma fuori bersaglio. Al 10’ mette in mezzo dalla sinistra per la testa di che colpisce a botta sicura ma centra il palo alla sinistra di Fortin. Al 22’ Sgrigna ispira sul limite destro dell’area di rigore, il sinistro a giro sul secondo palo finisce di poco sul fondo. Si prosegue con attacchi a ripetizione del Vicenza, che però non impensieriscono più di tanto Polito, l’ultimo è al 39’ con che ci prova con il destro sul primo palo dal limite dell’area, ma la palla va fuori.
11 gennaio 2010