Sarà – , un inedito sotto molti punti di vista. Le due Nazionali non si sono mai scontrate nella fase finale di un Mondiale, e comunque vada a finire si aggiungerà un nuovo nome all’albo dei vincitori della coppa. La Spagna affronterà la sua prima finale, l’Olanda giocherà invece la sua terza, dopo aver perso le prime due nel 1974 e nel 1978 rispettivamente contro i padroni di casa della Germania Ovest e dell’. Per la prima volta una squadra europea vincerà un Mondiale disputato fuori dal proprio continente: fino ad ora c’era stato un perfetto equilibrio tra europee e sudamericane (9 successi a testa), ed una perfetta alternanza dal 1962 in poi. Le due rappresentative arrivavano in dopo aver dominato i propri gironi di qualificazione, conclusi con un en plein di vittorie (8 per gli Orange, 10 per la Roja). Gli spagnoli hanno perso una gara del proprio raggruppamento – come l’Argentina nel 1978 ed il nel 1954, poi laureatisi campioni – ma arrivano a Johannesburg con 2 soli gol subiti, gli stessi che garantirono all’Italia nel 2006 ed alla nel 1998, quando il torneo era come ora a 32 squadre, di alzare la coppa. Gli arancioni hanno invece visto gonfiare la propria rete per 5 volte, ma arrivano all’incontro decisivo al termine di un percorso netto, caratterizzato da 6 vittorie tutte nei tempi regolamentari. Sneijder e sono per ora i migliori marcatori del torneo con 5 reti, anche se il titolo di capocannoniere è insidiato anche da e , che sono a quota 4 gol e possono incrementare il proprio bottino in una gara con meno pressioni come la finale di consolazione tra ed di sabato sera.
Spagnoli ed olandesi si conoscono, per essersi scontrati diverse volte nelle competizioni internazionali del vecchio continente. Van der (che con tutta probabilità non giocherà dall’inizio) è compagno di club dei madridisti della Nazionale spagnola, mentre , e sono ex del col dente avvelenato, perché non hanno saputo rendere al meglio nella squadra più importante di , ed hanno lasciato altrove le tracce più profonde della loro qualità. Van e van (genero dell’allenatore van Marwijck) sono invece ex del , che prima di diventare il serbatoio della Nazionale spagnola ha avuto un periodo “arancione”, sostanziato dalla presenza dei vari , , e de .
Passiamo al livello tecnico. La formazione olandese è quasi certa: Stekelemburg in porta, van der e van Bronckhorst esterni bassi, e centrali, de e van Bommel mediani a protezione del quadrilatero magico composto da , e dietro a van . Del ha invece probabilmente un solo dubbio: schierare dall’inizio un evidentemente fuori forma ma prezioso per creare spazi per gli inserimenti di ed , oppure accentrare il capocannoniere neo-acquisto del ed inserire per aumentare ulteriormente il tasso di qualità e dinamismo. Per il resto in campo ci saranno i soliti noti: in porta, e sulle fasce, e Piquè centrali, , ed il magnifico a centrocampo. Se l’ cercherà di metterla sul piano del fraseggio e del gioco di squadra, verrà probabilmente atterrata passo dopo passo – come è successo alla – dal lavorio ai fianchi degli spagnoli, pronti a sferrare in ogni occasione il colpo del knock out. La chiave tattica in mano agli uomini di van Marwijck dovrebbe invece essere quella dell’uno contro uno: se cercherà di impattare la sfida con Sergio Ramos, dovrà garantire costantemente la superiorità numerica puntando Capdevila sulla destra. E se gli iberici cercheranno di costruire una gabbia intorno al fenomeno del , si potrebbero aprire spazi per le invenzioni di , che ha già dimostrato di poter tagliare le difese spagnole nella sfida contro il , a con la maglia dell’. La carta cederà però presto il posto all’erba, all’imprevedibilità di una finale mondiale, uno dei tre eventi sportivi più seguiti in tutto il pianeta insieme al Tour de France ed alla maratona di New York. Le analisi del pre-partita lasceranno giustamente il posto ai commenti del post, ed alla delusione di chi avrà perso, ed alla gioia di chi avrà vinto la diciannovesima edizione del campionato del Mondo di calcio.
8 luglio 2010
Una cosa bella che il calcio sa fare è quella di smentire i luoghi comuni, dopo averli creati o ereditati da altri versanti culturali. La è sempre stata dipinta come una squadra coriacea, tradizionale ed organizzata, capace di sopperire alle carenze di gioco e fantasia con la disciplina. La squadra di ha offerto invece prestazioni frizzanti e spettacolari, mostrando probabilmente il miglior calcio di tutto il torneo. Lo ha fatto non attraverso qualche innaturale imprinting genetico, ma col contributo dei figli delle migrazioni e della globalizzazione. La era presentata spesso come l’eterna incompiuta, ed invece ha vinto l’Europeo del 2008, ha dominato le qualificazioni a 2010 e dopo la sconfitta d’esordio contro la si è rialzata col piglio e la classe della grande squadra, vincente ed abituata a vincere. Insieme all’, le due Nazionali hanno fatto ammirare al mondo la vitalità del calcio europeo, dato come morto o declinante da tanti soloni dopo l’uscita di ed Italia. Gli allenatori hanno costruito le due rappresentative sui blocchi di e e , pescando a piene mani nel serbatoio del campionato nazionale – solo e giocano fuori della loro nazione di nascita, entrambi nel . Tutti e due inoltre sono arrivati in Sudafrica con un’idea ben precisa del modulo e degli uomini che avrebbero messo in campo. Del su questo è stato anche più determinato del collega: la sua formazione ideale prevede in porta, e sulle fasce, e Piquè centrali, davanti alla difesa, centrocampista centrale, come fulcro insostituibile di tutte le azioni spagnole, e larghi ai lati di Torres, punta centrale col compito di finalizzare e creare spazio per l’inserimento dei due fortissimi esterni. Hanno sempre giocato questi 11, tranne che per cause di forza maggiore – con Torres ancora convalescente ha esordito , al posto di Iniesta infortunato ha giocato . Loew ha avuto solo un’incertezza sul terzino sinistro: è partito , gli è subentrato alla terza partita. Per il resto, in porta, il capitano a destra, e Mertsacker centrali, intenditore, regista, e trio di trequartisti con l’obbligo di eseguire anche la fase difensiva – , e – dietro a Klose. Per questo la parte lievemente svantaggiata per la sfida di stasera: dovrà sostituire lo squalificato Mueller (con o senza cambiare il modulo, col giovane per aggiungere un uomo e tanta qualità al centrocampo), ed in questi casi un piccolo legnetto in una ruota rischia di far inceppare tutto il meccanismo. Ci si attende comunque un grande spettacolo.
7 luglio 2010