Totti torna a parlare e ce n'ha per tutti.
Per che ha esultato "troppo" in quella partita maledetta e al cui matrimonio non sarebbe certo andato.
Per l', che gli ha rubato due scudetti negli ultimi anni.
Per la stampa, che ce l'ha con lui e l'ha quasi costretto a smettere dopo il calcio a . A smettere non per la vergogna di un atto becero, gretto e meschino. No, ha rischiato di smettere per l'accanimento nei suoi confronti.
Lui, il bravo ragazzo dello sputo a con la maglia azzurra, del "vi ho purgati anche sta volta" sulla tshirt esibita al termine di un derby, del simpatico gesto ai rivali bianconeri e della summenzionata pedata a Balotelli, tirato in mezzo da un'opinione pubblica insensibile, razzista e forcaiola.
Il calcio italiano plaude sinceramente la sua volontà di non smettere di calcare i campi di gioco; l'Italia non romanista lo plaudirebbe se la smettesse di dire stupidaggini.
20 luglio 2010