Le Biografie di Emozione Calcio

Gli occhi dei tifosi, solitamente, sono tutti puntati sui goals dell’attaccante più blasonato, magari l’idolo locale, il bomber che dedica le sue prodezze alla curva baciando la maglia. E il lavoro occulto di chi l’ha messo nella condizione migliore per fare il suo lavoro spesso passa in secondo piano: non mi riferisco però solo a compagni e staff tecnico, che tutto sommato trovano dei momenti di gloria, e riescono nel bene e nel male a ritagliarsi un proprio spazio nella storia di un club.
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L’Olimpo del calcio, si sa, non ammette intrusi al di fuori degli “intoccabili” Maradona, Pelé, Platini, Best, Crujff, Van Basten e compagnia cantante. Ma anche le squadre cosiddette minori possono incontrare sul loro cammino un piccolo dio che dispensa momenti di gloria: è il caso di Glenn Peter Strömberg, forte centrocampista noto soprattutto per la sua avventura italiana nell’Atalanta.
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Luigi Meroni, detto “Gigi”, nasce a Como il 24 febbraio del 1943 e proprio lì inizia la sua carriera calcistica, nel campetto dell'oratorio di San Bartolomeo dove gioca la Libertas. Fin da bambino, amava giocare col pallone tutto il giorno, giocava dove poteva, in ogni angolo.
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Tutti i tifosi e tutte le squadre hanno il proprio “Capitano”, quello del cuore, quello insostituibile, quello che giura amore eterno sotto la curva, quello a cui vengono intonati inni durante ogni partita, quello che nei momenti difficili ci mette la faccia e trascina in salvo i compagni. Ecco, per la parte rossoblu di Genova questo è l’identikit a cui risponde perfettamente Gianluca Signorini.
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Fuoriclasse si nasce, non si diventa. È la frase che accompagna le vittorie dei grandi campioni sportivi, sono queste le parole che legittimano la loro unicità. Per Gabriel Omar Batistuta invece non è così, perché lui campione lo è diventato col tempo e sul campo, grazie alla grinta e alla determinazione, all’esercizio e alla costanza.
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Fiumi di parole sono stati scritti sul “Pibe de oro”, da sempre, cronache rosa, sportive, politiche, d’attualità hanno monitorato costantemente le gesta calcistiche e le disavventure della vita privata di Diego Armando Maradona, coprendolo - a fasi alterne - di gloria o di polvere.
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“Crozza pelà, oggi ‘un se scherza, s’adda vince”… era questa una delle frasi tipo di Costantino Rozzi, storico presidente dell’Ascoli Calcio dal 1968 al 1994, anno della sua morte. La rivolgeva prima di ogni partita casalinga al suo allenatore preferito, il romanaccio Carletto Mazzone (per 12 anni alla guida dei marchigiani, seppur intervallati), accompagnandola al rito scaramantico di attorcigliare sempre lo stesso impermeabile color cammello per poi gettarlo nel solito angolo degli spogliatoi.
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Lui è Le Roi, il simbolo per eccellenza della Nazionale francese e della Juventus negli anni Ottanta, l’unico ad aver vinto tre Palloni d’Oro consecutivamente dal 1983 al 1985, uno dei protagonisti del gotha del calcio mondiale, il piccolo fuoriclasse tanto amato dal presidente Agnelli. Stiamo parlando di Michel François Platini, uno dei calciatori più grandi della storia, di cui non è facile render a parole la classe e le magie viste sul campo.
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dubbia e sempre rinnegata. A trascinarlo nelle aule dei tribunali fu Maria Flavia Frontoni, che solo dopo anni di sfiancanti battaglie legali riuscì a dimostrare che Giuseppe era figlio di Paulo Roberto.
Nel 1985, poi, un grave infortunio al ginocchio incise sulla parabola discendente del campione brasiliano, che non tornò più nella condizione precedente; si ritirò in Brasile divorziando dalla società capitolina
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Alzi la mano chi non ha ancora negli occhi lo slalom da brividi in Napoli – Fiorentina (1989/1990) che seminò letteralmente il panico nel centrocampo partenopeo, alzi la mano chi non ricorda l’immensa gioia per il goal contro la Cecoslovacchia durante una delle “notti magiche” di Italia ’90, alzi la mano chi non è rimasto strabiliato dinanzi ai colpi da biliardo magistralmente comandati dal Divin Codino!
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541 partite in serie A, 156 marcature personali, 2 Supercoppe di Lega, 2 scudetti, 6 coppe Italia, 2 Coppe delle Coppe, una Supercoppa Europea: sono questi i numeri di Roberto Mancini da giocatore, in vent’anni di carriera da professionista, come idolo dei blucerchiati prima e come simbolo della Lazio poi.
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A come Ajax: E’ la prima squadra importante in cui milita Van Basten. Il passaggio all’Ajax di Johan Cruyff avviene nel 1981 e l’anno successivo esordisce in prima squadra proprio in sostituzione del campionissimo olandese, segnando subito il suo primo goal. Inizia così a incrementare il suo personale palmarès e a inanellare importanti successi di squadra: con i lancieri vince infatti tre campionati olandesi, tre coppe d’Olanda e una Coppa delle Coppe.
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Sandro Pertini, in tribuna al Santiago Bernabeu di Madrid, si alzò e agitando la pipa affermò “non ci prendono più”. Era l’80° minuto della finale dei Mondiali di Spagna 1982 e Alessandro “Spillo” Alt
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Nereo Rocco, il Paròn, era una di quelle persone che hanno reso il calcio quello sport che adesso non c’è più. Non intendo dire dal punto di vista dello sport vero e proprio ma dal punto di vista dell
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Vierchowod non è certo un cognome molto usuale in Italia, anzi diciamo che è quasi del tutto inesistente. Dà, già solo a nominarlo, un senso di durezza, di rocciosità, di tenacia e di impenetrabilità.
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“Non potrei mai fare il gioco del calcio oggi”. Così si è espresso qualche anno fa Evaristo Beccalossi, uno dei più grandi calciatori italiani, un genio e sregolatezza purtroppo rimasto solo 6 anni al
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Gli inglesi, inventori del calcio, sono sempre stati alteri e superbi in materia, non accettando mai correzioni o lezioni di pratica su questo sport. È capitato però che incontrassero sulla loro strad
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Ogni personaggio del calcio, a memoria d’uomo, ha sempre avuto una caratteristica particolare, un tratto distintivo che ne ha accompagnato la carriera, una peculiarità che solo il diretto interessato
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Il “principe”, “il capo degli ultrà”, “il bimbo” a Livorno, lo “zar” a Bari. Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia: gol, carisma, attaccamento alla maglia e alla tifoseria. Certo, I
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Ogni città, ogni squadra, ogni tifoseria conserva, in un posto riservato del cuore, quel giocatore che scalda l’animo, che muove la fantasia e che scatena le emozioni e i brividi al solo pensiero. Per
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Succede, talvolta, che un giocatore crei grande aspettative fra gli osservatori, i presidenti e tutti gli appassionati ma poi alla fine della carriera, per tutta una serie di fattori (comportamentali,
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Vedere un arzillo “vecchietto” di 45 anni che gioca ancora a calcio fa un certo effetto ma Marco Ballotta, di professione portiere, rappresenta una bella eccezione. In tutta la sua lunghissima carrier
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La carriera di Roberto Pruzzo è stata una di quelle segnate da incomprensioni, contraddizioni e interrogativi. Il Pruzzo persona nasce a Crocefieschi, vicino Genova, entrando fin da subito nelle giova
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Quando giocava nell’Udinese, Arthur Antunes Coimbra, detto Zico, venne paragonato da un cronista del ‘Gazzettino del Friuli’ ad un “motore di una Ferrari all’interno di un Maggiolino”. Questo paragone
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"Quindici giornalisti tutti per me? che è successo qui?". È successo che è il 4 marzo del 1979 e il Catanzaro ha appena sbancato l’Olimpico battendo la Roma per 3-1 con una tripletta di Palanca. Ques
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I grandi allenatori spesso vengono ricordati per i trofei vinti e per il blasone delle squadre che hanno allenato nella loro carriera, ma quando le grandi imprese vengono compiute da squadre piccole e
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<p class="MsoNormal">I portieri, si sa, sono tutti un po’ matti
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Angelo Massimino non è stato solo il presidente del Catania Calcio, ma una vera e propria istituzione per la città di Catania, era tanto importante che ai suoi funerali assistettero migliaia di person
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Chi è stato il miglior rigorista della storia del calcio? Il pensiero va subito a nomi altisonanti, Maradona, Baggio, Platini, ma tutti questi campioni nella loro carriera hanno fallito almeno una volta
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Giovanni Galeone è un pioniere del calcio, uno dei primi allenatori a lanciare il gioco “a zona” alla fine degli anni ’80, insieme al tridente offensivo, lanciando il 4-3-3, che verrà ripreso poi da Z
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Marcello Melani è stato sicuramente il più grande presidente della storia della Pistoiese Calcio, colui che è riuscito non solo a portarla in Serie A, ma a farlo al termine di una scalata formidabile
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Marco Osio nasce ad Ancona il 13 gennaio 1966 e inizia la sua carriera calcistica nelle giovanili del Torino, che lo preleva dalle Marche all’età di 13 anni. Nel capoluogo piemontese hanno intuito pre
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Anche le squadre di provincia hanno i loro mitici numeri 10, uno di questi è stato Pietro Maiellaro, pugliese doc, che ha regalato grandi emozioni ai tifosi del San Nicola con la maglia biancorossa de
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Di presidenti di calcio come Edmeo Lugaresi oggi non ne esistono più, oggi le parole valgono più dei fatti, la forma conta più della sostanza, e non si può più pensare, come lui che “Siamo tutti uomin
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Roberto Filippi nasce a Padova il 10 luglio 1948 e comincia a giocare fra i professionisti all’età di 20 anni, nel Chioggia, in Serie C, dove disputa una stagione da titolare segnando 7 gol. Poi passa
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A quasi 70 anni, Corrado Orrico è l’allenatore con il curriculum più lungo della storia del calcio, provocato dal fatto di aver iniziato ad appena 26 e di aver girato tantissime squadre. Orrico è uno
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Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 A cavallo tra gli anni ’70 e ’80 nel Napoli c’è un difensore così roccioso e fisicamente piantato, che viene soprannominato “’o pal’e f
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A volte i paragoni importanti pesano come macigni nella carriera di un calciatore, quando poi questo calciatore viene chiamato addiritt
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Ci sono presidenti di calcio che rappresentano la storia di una squadra, altri, invece, fanno la storia della propria città; quando poi le cariche sono così di lungo corso si instaura un rapporto di a
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Questa è la storia di un giocatore che dal mondo del calcio avrebbe potuto avere qualsiasi cosa, viste le sue doti tecniche illimitate, le quali però non si sono combinate con quelle caratteriali affi
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Nella storia del calcio vecchio stile, quello con il libero, le mezzali e le ali, quando si sente parlare di “numeri 7”, il giocatore a cui va subito il pensiero è Claudio Sala, anche se non si è tifo
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La storia di Luciano Re Cecconi è una storia bella ma breve, dal finale triste, anzi tragico. Luciano nasce il primo dicembre 1948 da una famiglia di contadini di Nerviano, piccolo comune nella campa
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Giuseppe Furino è stato uno dei grandi capitani della storia bianconera, una vera e propria bandiera della Juventus, con la quale
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Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Ci sono calciatori che hanno il talento e la fortuna per poter sfondare prima dei 20 anni in una grande squadra, ci sono calciatori che
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Beniamino Vignola è stato uno dei talenti di maggior classe che abbia mai indossato la casacca bianconera della Juventus, ma purtroppo
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Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Luigi Piras è riuscito a diventare il simbolo di una squadra come il Cagliari, amato alla pari di Gigi Riva, pur non avendo vinto nessu
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Ci sono calciatori che sono destinati a fare la storia di una squadra. E’ successo e capitato a tanti e continuerà ad accadere. Ma ci sono anche quelli che riescono a rimanere impressi nella memoria d
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Stefano Borgonovo nasce a Giussano il 17 marzo 1964, e 18 anni dopo esordisce con la maglia del Como. Il grande salto avviene nel 1988: viene acquistato nel Milan e girato in prestito alla Fiorentina,
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